Inizia nelle nostre parrocchie la raccolta quaresimale “Un pane per amor di Dio” destinata quest’anno a realizzare una nuova scuola a Huambo, in Angola, per permettere a più di 200 bimbi di non restare analfabeti.
Per condividere l’impegno di chi opera in favore degli ultimi e scoprire i bisogni primari di questi.
In ottobre, con alcuni volontari del Comitato di Amicizia (Patrizia Pulcini di S. Benedetto del Tronto, Luigi Visentin di Ferrara, Martino Trevisan, Fabio Marazzi e Marco Maistrello di Vicenza) abbiamo accolto l’invito delle Monache del Monastero di Huambo (Angola) e ci siamo recati in quell’angolo d’Africa per eseguire manutenzione alle attrezzature inviate e preparare alla semina un vasto terreno.
Durante gli oltre 30 anni della guerra civile che è stata combattuta nel Paese, su quel terreno era installata una base dell’esercito governativo. I militari avevano scavato trincee e dossi. Non
ra quindi possibile coltivarlo, se prima non venivano chiuse le buche ed appianati i dossi.
Il Monastero, pur essendo una realtà installatasi da pochissimo tempo ed in piena campagna, con la presenza di sole 6 monache, è già un punto di riferimento per la popolazione dei villaggi circostanti. Quotidianamente le famiglie bussano alla porta e chiedono di parlare con una delle suore. Sanno che le monache vivono in povertà e che non potranno erogare che piccoli aiuti. Chi si presenta al Monastero è già soddisfatto di confidare le proprie pene ed ascoltare i consigli che le monache impartiscono.
Nella zona esiste una Scuola Elementare, situata ai bordi della strada nazionale e distante 5 km dal monastero. Gli alunni iscritti a questa scuola devono compiere a piedi il tragitto e quindi pochi sono i bimbi che frequentano le lezioni. Abbiamo visitato la Scuola e parlato con un maestro, il quale ci ha fatti entrare in classe. Siamo rimasti sbalorditi nel constatare che moltissimi erano gli scolari e di età diverse. Si trattava di una pluriclasse e ben 99 erano gli scolari, per un solo insegnate. Questi ci ha rivelato che la classe vicina alla sua, più grande e che funziona solo al mattino, accoglie ogni giorno ben 160 scolari. Abbiamo visitato le altre parti della scuola e ci siamo resi conto che attorno ad essa sorgono baracche in lamiera, senza porte e finestre ed ambienti che hanno muri realizzati con mattoni in terra seccata al sole. Tutti gli ambienti hanno il pavimento in terra e nessuna attrezzatura. I bimbi si siedono in terra per ascoltare le lezioni, i più fortunati su una seggiolina in plastica, che portano e riportano a casa ogni giorno. Abbiamo chiesto all’insegnante quanti erano gli scolari iscritti a quella scuola, ci ha risposto 2.500 e che le lezioni vengono svolte in due turni: uno mattutino ed uno pomeridiano.
Sr. Valentine ci ha detto inoltre che se moltissimi sono i bimbi iscritti a quella scuola, molti sono quelli che non vengono iscritti e rimangono a casa, analfabeti. I genitori non possono accompagnare a scuola i figli, anche quelli della prima classe. Non esiste un servizio di trasporto pubblico scolastico. Quelli che ci vanno, apprendono molto poco, perché un solo maestro non riesce a seguire bene un numero elevato di alunni.
Sr. Valentine ci ha informato che nei pressi del Monastero esiste una costruzione con 5 ampie stanze, che recentemente è stata abbandonata da una impresa cinese che voleva realizzare un progetto in quella zona. Il terreno potrebbe essere assegnato dal governo al Monastero che così potrebbe ristrutturare la costruzione e costruire una sesta aula, perché 6 sono le classi elementari. Inoltre sarebbe da costruire il blocco gabinetti ed un pozzo, per assicurare alla scuola l’acqua necessaria.
Un’impresa edile ci ha presentato un preventivo di circa 25.000,00 euro, esclusa la realizzazione del pozzo. Il Comitato di Amicizia ha assicurato Sr. Valentine che si sarebbe assunto l’onere di eseguire le opere murarie.
Se questa scuola verrà realizzata, circa 200 bimbi non saranno costretti a crescere analfabeti.
Il presidente Raffaele Gaddoni,
Fabio e Carmen